Utilizzare Android Studio su un computer con Windows 11 e 8 giga di RAM è possibile, anche se bisogna scendere a qualche compromesso.
Contesto
Partiamo del contesto: mantenendo aperti solo alcuni programmi (pochi), la RAM utilizzata si aggira attorno al 56% del totale.
Android Studio "mangia" da solo circa 1,5 GB di RAM ed avviare un qualsiasi "device virtualizzato" di fatto ammazza il PC (a parte rari casi...), che praticamente smette di rispondere ai comandi finché non si riesce (a fatica) a chiudere l'AVD e poi Android Studio.
Soluzione
C'è però una soluzione di compromesso: abbassare la RAM utilizzata dall'AVD.
Di base, questo valore non è modificabile dall'interfaccia, ma si può modificare dentro i file di configurazione del dispositivo virtualizzato.
Per prima cosa, creiamo un nuovo device virtualizzato con le caratteristiche che vogliamo. Nel mio caso, ho simulato il mio cellulare personale con Android 13 (quindi Android SDK Platform 33).
A questo punto, bisogna cliccare sul burger menu, quindi su Tools e poi su Device Manager. Si aprirà un riquadro a destra.
Bisogna cliccare sui tre pallini accanto al nuovo device virtualizzato e quindi su Show on disk.
Una volta aperta la directory con i file del device, bisogna:
- cancellare (se presente) la cartella hardware-qemu.ini.lock
- aprire il file hardware-qemu.ini, trovare la riga hw.ramSize e cambiare il valore (io ho impostato 2048)
- aprire il file config.ini, trovare la riga hw.ramSize e cambiare il valore (io ho impostato 2048)
A questo punto, dopo aver riavviato Android Studio per caricare le modifiche, controllando i dettagli del device virtualizzato (identificate il device sotto Device Manager, cliccate sui tre pallini e selezionate View Details) dovreste trovare il nuovo quantitativo di RAM che avete impostato.
La macchina quindi si avvierà con la RAM specificata, che così non andrà ad appesantire il sistema operativo. Ovvio che risulterà un po' inchiodata... però almeno il sistema continuerà a rispondere ai comandi!